Del perdono: perché perdonare è importante (e per me lo è stato)

Oggi riflettevo sul fatto che quest’anno ho perdonato davvero tanto. Si dico quest’anno perché quest’anno, forse molto più che molti altri anni, sta passando velocemente, e spesso mi sento come se domani fosse l’ultimo giorno dell’anno.

Sono successe e stanno succedendo tante cose, molte senza che nemmeno me ne accorgessi: non nego che alcune di queste mi terrorizzano, ma allo stesso tempo mi forniscono un’ampia dose di linfa vitale, che mi fa sentire davvero felice.

Today I was thinking that this year I have forgiven a lot. Yes, I’m talking about this year because this year, perhaps even more than the past years, is going by so fast, and most of the time I feel like tomorrow is the last day of the year.

So many things have happened and are happening, without me even realising it: I can’t deny that some scare the hell out of me, but at the same time they give me  the strength to go on, which makes me really happy. 

Sono sempre stata una persona poco avvezza al perdono, sempre belligerante, sempre pronta a combattere in prima fila, in quel mix tra guerriera, crocerossina, anche un po’ paladina della giustizia.
Sto cambiando, però, e forse, stavolta, davvero in meglio.

I have never been much used to forgiveness, always warring, always ready to fight frontline, acting both like a warrior and a Red Cross nurse… and sometimes even protector of justice. 

But I’m changing and, maybe, this time, for the better.

Cambiare non è facile, dicono in molti, specialmente superati i fatidici “30”. Trovo che non sia vero.

Il famoso “Se vuoi, Puoi”, vale molto per le sfide professionali, ma anche per quelle personali.

Sento che anche questo blog cambierà con me, perché non sono più quella di tre anni fa e va bene così.

Sono meno snob, meno viziata, più concreta, ancora pragmatica ma senz’altro meno cinica e ancora più ironica.

Change is never easy, most say, especially after thirty. I find this false. 

The famous saying “If you want, you can” is true for professional challenges but also for personal ones.

I feel that this blog will change along with me, because I am not the person I was three years ago and that is okay.

I am less snob, less spoiled, more real, still practical but definitely less cynical and even more ironic. 

Eleonora Rocca wearing a Pinko dress

 

Continuo ad emozionarmi sempre e per tutto, perché non c’è nessuna cosa che vada davvero la pena di essere vissuta senza emozionarsi secondo me.
Tornando al perdono. Ho scoperto che è una gran bella emozione da provare.

Prima pensavo che perdonare fosse da sfigati, da molli, e invece no. Mi sbagliavo. Il perdono è da forti, quelli veri. E’ un sentimento che ti rende più leggera, perché rende più leggera la tua anima.

Con la stessa leggerezza con cui indosso questo vestito, a 36 anni, come se ne avessi 26, la medesima leggerezza di quando, da giovane studentessa sognatrice, ho percorso questo ponte per la prima volta, 10 anni fa, quando mi innamorai di Londra, ebbene sì, ho perdonato.

I am still moved by everything, because everything is worth being experienced while being moved by it, or so I believe.

Going back to talk about forgiveness. I have discovered it’s a nice feeling.

I used to think that forgiveness was uncool, something only someone weak would do, but no. I was wrong. Forgiveness means strength. It’s a feeling that makes you lighter because it makes your soul lighter. 

With the same lightness I am wearing this dress, at 36 years old, like if I were 26, with the same lightness I had back when I was a young student – a dreamer – and I walked this bridge for the first time ever, 10 years ago, when I fell in love with London, indeed yes, I have forgiven.

A Pinko summer dress

Ho perdonato un’amica che mi aveva fatto soffrire perché quando ho avuto bisogno non c’era stata, ho perdonato una persona che mi aveva deluso durante un percorso professionale importante, che ho ritrovato dopo anni, quasi per caso, dall’altra parte del mondo e con la quale ho ricordato con piacere tutto il bello che c’era stato prima della “rottura”.

Ho perdonato la mia famiglia, per non aver capito molte delle mie scelte.

I forgave a friend who hurt me because she was not there when I needed her, I forgave a person who disappointed me during an important professional path, which I encountered again many years later, almost by chance, on the other side of the world and with whom I have happily remembered all the good there was before the “breakup”.

I have forgiven my family, for not having understood most of my choices. 

Perché, mi sono chiesta?

Perché la verità è che c’è sempre del buono in tutte le cose, che anche se una persona ti ha fatto del male , tutto sommato poi a “bocce ferme” ti rendi conto che le cose belle che hai condiviso con lei sono forse anche di più di quelle brutte, e che forse forse anche quelle brutte sono servite in ogni caso perché quando qualcosa si rompe, la colpa non è mai unilaterale, forse è anche un po’ nostra, e allora, tanto vale ammetterlo, perdonare e continuare a godersi la vita ricordandosi le cose belle e un nuovo inizio per altre cose, forse diverse, sicuramente viste con occhi diversi, ma altrettanto belle, se non di più.

E voi, quante volte avete perdonato?

Why, I wondered?

Because the truth is there is always something good in things, even if someone hurt you, after all you realise that the beautiful things you shared are maybe more that the bad ones, and maybe even the bad ones where necessary anyway because when something breaks, the fault is never one-sided, maybe it’s also ours, and thus, you might as well admit it, forgive and keep enjoying life remembering the good things and a new beginning for other things, maybe different, to be seen with new eyes, but still beautiful, maybe even more.

And how many times have your forgiven?

A sunny day in London

Vestito: Pinko

Borsa: Furla

Scarpe: Kurt Geiger

Dress: Pinko

Bag: Furla

Shoes: Kurt Geiger



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